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A Roberto
Questo giorno di passaggio a Compagno di mestiere, caro Roberto, è un nuovo passo nella strada della conoscenza di sé e di quant’altro ci sta intorno.
Questo lo si può vedere come una nuova luce che si accende ad illuminare il nostro divenire.
Durante la riunione in cui ci fu il mio passaggio a Compagno di mestiere, per un problema tecnico, siamo rimasti senza luce elettrica ed abbiamo illuminato la sala dell’ agape con delle candele poste in punti diversi della stanza.
A me piace immaginare le luci che furono accese in quella stanza come la rappresentazione delle nostre conoscenze.
Ogni luce che si accende ci dà, da un lato, la possibilità di spaziare lo sguardo alla scoperta di un nuovo luogo e dall’altro ci rivela, come le ombre che si proiettano sugli oggetti, nuove immagini e nuove profondità.
Queste non sarebbe possibile scorgerle né quando fossimo privati della luce, essendo nel buio dell’ignoranza, né quando ci si arrogasse la convinzione della certezza della conoscenza e la convinzione del diritto al giudizio inappellabile; in tal caso saremmo abbagliati da questa nostra illusione di totale conoscenza e dalla presunzione della certezza del nostro giudizio.
Con questa luce non reale, ma illusoria, ci troveremmo incapaci di distinguere le molteplici sfumature dei caratteri e dei sentimenti delle persone e la vera natura delle azioni e degli scopi del nostro divenire quotidiano.
Caro Roberto, in questo nostro procedere alla ricerca della conoscenza di noi stessi e degli altri, spero che il tuo cammino sia agevole, e questo nostro inseguire eventi ed emozioni possa permetterti una giusta squadratura della tua pietra.
Paolo
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