Villard de Honnecourt
Architetto del XIII secolo
Il nome di Villard de Honnecourt si lega a quella grande stagione dell’Europa, alle soglie del XIII secolo, che vede il vertice della civiltà medievale ed il fiorire di tutte le sue espressioni culturali, ivi compresa l’architettura.
Il Taccuino di Appunti conservato oggi alla Biblioteca Nazionale di Parigi , è l’unica testimonianza rimasta di questo architetto itinerante.
Il manoscritto ci è giunto mutilato,visto che nel XV° secolo comprendeva 41 fogli.Oggi ne comprende solo 33 e alcuni studiosi pensano che originariamente potesse contarne 66. La scomparsa di almeno otto fogli riguardanti l’architettura impone prudenza nell’individuarne con certezza il significato del manoscritto.
Sappiamo che è stato utilizzato fino al XV° secolo ,che i diversi proprietari aggiungevano, con grafia diversa, annotazioni e precisazioni sulle stesse pagine.
Tuttavia è lo stesso Villard che si è espresso sullo scopo che questo suo libro si proponeva :”Villard de Honnecourt vi saluta, e prega tutti coloro che lavoreranno con gli strumenti che troveranno in questo libro, di pregare per la sua anima e di ricordarsi di lui , perché in questo libro si può trovare grande aiuto per la saldezza della muratura e per gli strumenti di carpenteria ; vi troverete anche il modo per rappresentare efficacemente le figure , i disegni, secondo quanto comanda ed insegna l’arte della geometria”.
Si tratta proprio di una sorta di manuale destinato ai tecnici, allora all’opera ovunque, non solo in Francia, ma in tutto l’Occidente, e che contiene tutte le informazioniraccolte da Villard nel corso dei suoi viaggi.
L’esame del documento non ci offre alcun dato certo sul mestiere esercitato da Villard.Non si può affermare che esercitasse tutte le funzioni che attualmente indica il termine architetto,essendo anche, per motivi di pratica esigenza, ingegnere, disegnatore, e comunque capace di contemperare tutti questi aspetti con una sicura vena da artista , attento, oltre che agli aspetti strettamente pratici, allo studio della figura umana ed alle figure allegoriche.
Per capire Villard ed il suo Taccuino, bisogna inoltre sapere che egli nacque in un villaggio, Honnecourt-sur-Escaut, dove sorgeva dalla fine del VII° secolo un’importante abbazia-l’Abbazia di Saint Pierre, la cui costruzionepoteva protrarsi, come nel caso delle cattedrali, per alcuni secoli, I cantieri potevano essere più o meno attivi secondo la disponibilità dei fondi necessari per pagare gli operai ed il materiale. C’era sempre un cantiere in attività, non fosse altro per la manutenzione di quanto costruito sino ad allora.Ed è in un cantiere come questo che Villard dovette fare il suo apprendistato.
Le abbazie benedettine avevano inoltre,al loro interno, delle scuole per insegnare ai ragazzi dei dintorni a leggere e scrivere in francese ed in latino.
Villrd poteva poi trovarvi manoscritti antichi, come il De Architettura di Vitruvio, architetto romano del I°secolo a.C.,che sicuramente sembra aver influenzato i temi trattati nel Taccuino.
Ma Villard non sarebbe uomo del suo tempo se non avesse viaggiato, molto ed anche in terre lontane.Dall’Ungheria a città più vicine, ma sempre ricche per motivi architettonici:Reims, Losanna, Chartres, Strasburgo, Colonia.
Annotando non solo particolari e dettagli di edifici, ma interpretandoli e reinventadoli, dando così testimonianza di una personalità unica che trova per certi aspetti un paragone, seppure su ben altra scala, solo tre secoli più tardi nel genio di Leonardo da Vinci. F.llo M.
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