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Il Tabernacolo

Il nostro rituale ha continuamente riferimenti biblici; sappiamo che non è possibile parlare di politica e di religione ma sappiamo che la verità del nostro rituale si cela sotto forma di allegorie o metafore prese in prestito dal vecchio testamento.
Come il rituale spesso ci ammonisce “ma poiché non siano muratori operativi ma piuttosto liberi ed accettati” così, a proposito di tematiche così pertinentemente intrise di ebraismo, io cerco di estrapolare significati con la mentalità di uomo iniziato, libero ed accettato.
Tabernacolo significa tenda ed allude alla visione che ebbe Mosè sul monte Sinai quando il Signore impartì gli ordini per la costruzione del tempio che doveva contenere la tavola dei comandamenti.
Ecco come il libro dell’Esodo recita: “quanto alla dimora la farai con dieci teli di bisso ritorto, di porpora viola, di porpora rossa e scarlatto, al disopra della dimora farai la tenda con teli di pelo di capra; farai un’arca di legno di acacia, la rivestirai di oro puro, dentro e fuori la rivestirai; nell’arca collocherai la testimonianza che io ti darò”.
La spiegazione non esoterica è che il tempio per il popolo di Israele in cammino e nomade non poteva essere di muratura o pietra perché doveva essere smontabile, mentre l’arca o sanctum sanctorum doveva essere incorruttibile, era costruita con legno di acacia, che per il suo tipico colore verde è stato sempre considerato simbolo della esistenza, simbolo dell'immortalità e dell’incorruttibilità e nell’antichità era considerato anche simbolo del legame tra il visibile e l’invisibile e per preservare ancor più la sua incorruttibilità era rivestita di oro.
Essa doveva custodire la legge di Dio che sanciva l’alleanza ed il legame tra Dio e l’uomo.
Mi piace il concetto di tempio mobile e corruttibile fatto di teli e pelli di capra. Spesso noi paragoniamo il tempio massonico al nostro corpo; il tabernacolo o tenda può essere paragonato al nostro corpo, creato e voluto da dio come il tabernacolo, parimenti corruttibile e riducibile a polvere come stoffe consunte o pelli animali in disfacimento; il tabernacolo o tenda è per un popolo nomade, si addice all’uomo nomade, al massone sempre in cerca ed in cammino alla ricerca della verità e di traguardi; il massone è un nomade, il tempio ideale che rappresenta il suo corpo non può essere che un tabernacolo di pelli e stoffe.
Mi piace il concetto di arca o sanctum sanctorum fatta di legno di acacia rivestita di oro, non aggredibile dalla consunzione e dalla ruggine. Così deve essere: la legge universale di Dio è eterna e non aggredibile dal divenire delle cose del mondo, l’alleanza tra dio e l’uomo racchiusa dentro l’arca è imperitura.
Il tabernacolo - corpo di ognuno di noi racchiude un’anima incorruttibile come l’arca rivestita di metallo non distruggibile; l’arca che portiamo dentro noi stessi racchiude e protegge l’essenza del nostro essere, il patto o alleanza che unisce l’uomo a dio, la creatura creata al suo creatore, il vincolo indissolubile che al di là del tempo, dello spazio e della vita stessa restituisce l’essere al suo creatore.


F.llo C.


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